Ti accorgi quanto sia invasiva l'applicazione "Google" solo quando la disinstalli.
È quella che tiene in piedi il "feed", quell'elenco infinito di "notizie" che su android stock compare facendo swipe verso destra dalla schermata principale.
Si occupa delle ricerche, ma quella funzione si sostituisce abbastanza facilmente.
È quella che governa "hey google", e tutti i vari comandi vocali.
Sui Google Pixel, si occupa della funzione "cerchia e cerca", ma anche della traduzione in tempo reale della videata corrente.
Si occupa di fornire sottotitoli in tempo reale (e di tradurli se serve)
In informatica vige una regola: creare dei backup, frammentare (non all'infinito, certo), far sì che i servizi siano il più possibile indipendenti.
Perché, allora, Google ha scelto la direzione opposta con questa app?
Semplice: perché se ti serve anche solo uno di questi servizi utilissimi, sei costretto a prenderti tutto il pacchetto.
Ah, già, perché dimenticavo di dirvi la funzione più importante di quella app: raccoglie una mole enorme di dati sull'utente, su dove clicca, cosa fa, cosa gli piace, dove va, quali sono i suoi impegni.
Una volta ho avuto un problema sul telefono e il supporto Google mi ha suggerito di cancellare la cache dell'applicazione. Senza mezzi termini l'hanno chiamata "dati di profilazione utente".
In un attimo sono scomparsi 3,8 GB dal cellulare ( lo avevo da 4 mesi). Dati che descrivevano me, le mie abitudini, le mie preferenze.
Per fare un paragone, in 3,8 GB ci possono stare migliaia e migliaia di libri.
Per liberarti di questa osservazione continua in pratica devi liberati di un bel po' delle funzioni che abitualmente usi su Android, magari quelle che ti piacevano così tanto, ed erano davvero utili.
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