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Bangladesh dopo le rivolte studentesche alle elezioni vincono i nazionalisti

Il Partito Nazionalista del Bangladesh (BNP) di Tarique Rahman ha vinto le prime elezioni legislative che si sono svolte dopo la destituzione della prima ministra Sheikh Hasina avvenuta nell’estate del 2024 a causa delle grandi proteste antigovernative guidate dagli studenti e studentesse universitari. Tarique Rahman, che molto probabilmente sarà il nuovo primo ministro, è il figlio dell’ex prima ministra bangladese Khaleda Zia, che fu a lungo la principale rivale politica di Hasina. Il […]

Il Partito Nazionalista del Bangladesh (BNP) di Tarique Rahman ha vinto le prime elezioni legislative che si sono svolte dopo la destituzione della prima ministra Sheikh Hasina avvenuta nell’estate del 2024 a causa delle grandi proteste antigovernative guidate dagli studenti e studentesse universitari. Tarique Rahman, che molto probabilmente sarà il nuovo primo ministro, è il figlio dell’ex prima ministra bangladese Khaleda Zia, che fu a lungo la principale rivale politica di Hasina. Il partito islamista Jamaat-e-Islami arrivato per ora secondo con 48 seggi: il partito era stato vietato durante i governi di Hasina e ne fanno parte anche molti degli studenti che hanno contribuito a destituirla.Gli studenti protagonisti della rivolta contro Hasina hanno costituito un partito il National citizen party (Ncp) con l’ambizione di rompere il monopolio dei due storici partiti di massa bangladesi, Awami League e Bnp. Le cose non sono andate come previsto, anche grazie a una strategia di alleanze apparentemente inspiegabile: a pochi mesi dall’apertura delle urne, l’Ncp aveva annunciato a sorpresa l’entrata nella coalizione di partiti guidata da Jamaat-e-Islami, formazione islamica radicale a lungo bandita dalla politica bangladese.

Il governo di transizione di Yunus ,pur deludendo alcune aspettative di riforma,ha comunque garantito il passaggio pacifico al processo elettorale non scontanto .

Ne parliamo con Matteo Miavaldi caporedattore dall’India e responsabile dell’Asia per l’agenzia d’informazione China Files,collaboratore del “Manifesto”

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