Ma questa normalizzazione linguistica che edulcora parole e azioni non avviene solo nei verbali delle commissioni della Knesset o nel linguaggio dei dipartimenti governativi; si diffonde anche nella sfera civile, nella cultura, nella vita quotidiana israeliana, che continua a comportarsi come se si trattasse di un'altra “regione” del Paese piuttosto che di un territorio occupato soggetto a un regime di #apartheid e a violenze razziste.
Le scuole organizzano gite alle sorgenti della Cisgiordania, da cui i palestinesi vengono espulsi; le famiglie vanno a trascorrere del tempo nella “natura”, dove ci sono bandiere e cartelli degli insediamenti; i festival musicali si svolgono sui territori occupati e le organizzazioni civili e le istituzioni ufficiali costruiscono ampliamenti oltre la Linea Verde. ⬇️4